FREE, uno spazio aperto, libero, gratuito

L’azione del volontariato da sempre è sostenuta da alcune irrinunciabili caratteristiche quali la capacità di ascolto dei bisogni, l’attenzione all’interesse generale e ai beni comuni, l’azione concreta attraverso il servizio svolto in modo continuativo e responsabile, l’autonomia, la gratuità, un modello organizzativo democratico ma anche e soprattutto tale azione è proiettata ad affrontare problemi nuovi o emergenziali.

In questo è la dimensione “profetica” del volontariato, impegnato non solo a farsi carico in prima persona della responsabilità di costruire risposte ma chiamato anche e soprattutto a cogliere i cambiamenti sociali, i nuovi bisogni e le esigenze di innovazione.
La nostra attenzione va in particolare a quel volontariato capillare dei nostri territori che dovrà sforzarsi ancora di più perché la cultura prevalente delle nostre città si contamini dei valori dell’accoglienza, della creatività, della gratuità, della condivisione e della solidarietà.

Esse sono presenze preziose perché testimoni di prossimità e di un modo diverso di interpretare la propria vita ma purtroppo devono e probabilmente dovranno lottare per la loro sopravvivenza perché la nuova cultura di welfare privatistico voluto dall’economia e sostenuto dalla politica e le numerose norme e adempimenti burocratici rischiano di azzerare soprattutto tali esperienze.

Queste brevi riflessioni originano anche dalla nostra convinzione che abbiamo bisogno di tornare un po’ dappertutto ad esprimere sentimenti e passione per il volontariato che sperimenta e che vuole continuare a provocare e proporre un nuovo modello di convivenza.

In questo contesto nasce questo spazio del volontariato italiano che vuole essere “FREE” nel senso di spazio aperto, libero, gratuito, per dialogare e cooperare con gli altri attori sociali e condividere comuni riflessioni ed avviare eventuali collaborazioni nel pieno riconoscimento delle rispettive identità;

“VOLUNTEERING” perché siamo consci del prezioso ruolo che il Volontariato/Terzo settore ha assunto anche nel contesto europeo dove i corpi intermedi integrano il sistema rappresentativo stimolandolo e controllandolo dal basso, favorendo la partecipazione dei cittadini;

e vuole porsi come:

  • luogo culturale per essere “dono” nei territori: la nostra capacità di costruire relazioni nei territori che abitiamo ed essere motore generativo nei processi di innovazione culturale che il momento storico che stiamo vivendoci chiede ed in qualche modo ci impone.
  • luogo di pensiero dove riflettere su quali sono le parole, i concetti, i significati, il lessico del volontariato di oggi e che ruolo ha ancora, per esempio, la Carta dei Valori del Volontariato.

Se non saremo più in grado di elaborare un’identità condivisa, aperta ed accogliente non saremo in grado di rispondere in modo unitariano a quella parte di società che ci interroga.

  • luogo di contaminazione tra le diverse esperienze che sempre più caratterizzano il volontariato moderno per condividere saperi e buone prassi.
  • luogo della dimensione politica affinché certi temi entrino concretamente nelle agende politiche.

Il volontariato, pur essendo un fenomeno per sua natura composito e variegato al suo interno ed in alcuni casi piuttosto frammentato, non può sottrarsi ad un ruolo di partecipazione diretta alla programmazione, alla concertazione e alla co-progettazione, nonché alla valutazione delle politiche sociali nazionali e territoriali.

  • luogo della ricerca sociale “con” e “per” il volontariato per sostenere l’azione volontaria e contribuire ad individuare alcune direttrici del prossimo futuro.

E’ chiaro che ci sono tutta una serie di altre problematiche come, per esempio, la rimozione delle cause di emarginazione, la legalità, la sussidiarietà, l’economia etc. che innervano tutte le riflessioni e le azioni di noi “volontari” e quindi del volontariato ma che riteniamo essere trasversali e comuni alle diverse e molteplici pratiche di solidarietà identificate come Terzo settore e con il quale è indispensabile interloquire per ampliare gli spazi di riflessione e di partecipazione.

Ed è altrettanto chiaro che il presente documento ha il pregio/difetto di essere necessariamente sintetico avendo la prospettiva di ulteriori e più approfonditi sviluppi attivando sensibilità, competenze e funzioni di cui già disponiamo o disporremo